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mercoledì 1 ottobre 2014

IL "CENTAURO" PER RISOLVERE IL PROBLEMA PARCHEGGI A CHIETI



La problematica dei parcheggi in centro storico, soprattutto negli ultimi anni, è diventata una grave spina nel fianco per lo sviluppo del commercio cittadino a Chieti Alta e per la fruibilità dell'utenza degli uffici pubblici.
A tal proposito, esistono  a Chieti diversi parcheggi coperti a pagamento come ad esempio quello sotto il terminal bus, quello della Pierantoni, quello di Palazzo Verlengia e quello di Via Papa Giovanni. Essi sono o completamente pieni, o sono assolutamente sottoutilizzati come quello del Terminal o quello di Via Papa Giovanni. Inoltre, è ormai da anni in programma la costruzione di un ulteriore nuovo parcheggio sotto il terminal che per problemi burocratici è ancora in alto mare. 
Ma, esiste una ultima interessante proposta della Confconsumatori di Chieti che si è fatta portavoce delle esigenze di numerosi cittadini, terrorizzati dal pericolo di essere multati o di girare a vuoto per Chieti Centro senza trovare un posto auto: utilizzare l'area del parcheggio gratuito del Centro Commerciale Centauro dove si potrebbe anche far transitare e girare l'autobus numero 7 della Panoramica. Per far questo si potrebbe togliere qualche parcheggio in fondo al piazzale superiore del Centauro che eventualmente darebbe fastidio alle manovre degli autobus e la cosa potrebbe essere sicuramente fattibile, come ci dicono i locali esponenti della Confconsumatori. Tra l'altro, una situazione del genere oltre a migliorare la viabilità cittadina, favorirebbe sicuramente il movimento e il commercio davanti e dentro il centro commerciale, le attività commerciali del centro potrebbero ad esempio dare anche una scheda con punti promozione o scontistiche a chi usufruirebbe del servizio di parcheggio nell'area. E' realmente fattibile e conveniente una cosa del genere?
Questa è una delle proposte della Confconsumatori per risolvere il problema dei parcheggi a Chieti, ora aspettiamo di sentire a tal proposito, cosa ne pensa ad esempio il Comune di Chieti. 

UNA RIQUALIFICAZIONE DELL'AREA "EX CELDIT" DEGNA DELLA SUA STORIA

Se l'antica Teate è uno dei simboli italiani della storia e delle tradizioni più antiche del nostro Paese, sicuramente lo Scalo rappresenta uno dei simboli della storia recente d'Italia, dei gloriosi anni dell'industrializzazione del Paese, del boom economico e del miracolo economico italiano, quando l'Italia sorprese il mondo avviando uno sviluppo industriale che trasformò definitivamente un territorio agricolo in un area urbanizzata e industriale. L'Abruzzo sicuramente fu uno degli esempi più riusciti di questa trasformazione, poiché la regione dei pastori "forti e gentili" si urbanizzò e si sviluppò ed esempio tipico di quanto avvenne è sicuramente la Val Pescara dove in pochi kmq sorse una conurbazione fra due città e un'area industriale di primo livello, a tal punto che l'area venne denominata appunto la "Vallata della Rinascita", rinascita dalla guerra, economica, sociale di un Paese, riscoperta della dignità, riscatto morale di gente umile che poteva finalmente vivere una vita decorosa.
 Questo avvenne in Abruzzo fra gli anni '50 e gli anni '60 del Novecento, finché diminuì sempre più l'intervento della politica nell'economia e nella società italiana e lentamente, ma inesorabilmente cominciò la deindustrializzazione del Paese, le prime chiusure, i primi licenziamenti, la cassa integrazione, la mobilità che colpirono ovviamente la zona industriale della Val Pescara che cominciò a sgretolarsi e l'area da Vallata della "Rinascita", divenne sempre più desolata. Così oggi, pare peccato dirlo, invece di contare le fabbriche e le aziende chiuse, facciamo prima a contare quelle che sono rimaste aperte, a tal punto che diversi  "ruderi" di impianti industriali abbandonati sono rimasti a testimonianza di quello che c'era e che non c'è più,come un museo di archeologia industriale a cielo aperto: si parla ad esempio dell'area abbandonata e in rovina dell'ex Zuccherificio e quella della ex cartiera "Celdit - Burgo". Su entrambe le aree sono da anni, se non da decenni, come nel caso dell'ex Zuccherificio, previsti dei progetti di riqualificazione, come ad esempio, un parco tematico di Toto nell'area dello Zuccherificio e il progetto di reindustrializzazione "In.Te" nell'area dove sorgeva la gloriosa cartiera "Celdit - Burgo".
 Proprio sulla ex cartiera "Celdit -Burgo", vale la pena di spendere due parole in questi giorni che c'è stato un accordo fra la Regione  e il Comune di Chieti per il procacciamento di fondi europei  per il definitivo decollo del progetto "IN.TE", elaborato dall'Ing. Domenico Merlino,  e speranza di lavoro per centinaia di famiglie che avevano un marito, un padre, un figlio, un fratello che lavorava nella cartiera teatina, affinché IN.TE. non resti "lettera morta" dopo cinque anni di stallo e venga trovata una soluzione che sia degna della gloriosa storia della "mitica" "Celdit" di Chieti Scalo.
A tal proposito, vale la pena ripercorrere a brevi tappe la storia della "cartiera" teatina, una storia che sembra iniziata come una favola, il sogno di un Paese, l'Itala, che finalmente unitosi alla meno peggio e consolidatosi voleva diventare grande, le cui ali sono state tristemente spezzate negli ultimi decenni.

ALCUNE NOTE CRONOLOGICHE SULLA CARTIERA DI MADONNA DELLE PIANE:

-ARTEFICE DELLA REALIZZAZIONE DELLO STABILIMENTO: Ing. Ottorino Pomilio nato a Chieti l'8 ottobre 1887. Lo stabilimento fu progettato durante il Fascismo in regime di AUTARCHIA decretato dall'Italia a causa dei provvedimenti di embargo presi dalle "Società delle Nazioni" in seguito alla conquista dell'Abbisinia del 1936.

1935-1940: Costruzione dello stabilimento "cellulosa d'Italia" (CELDIT) in un'area complessiva di 42 ettari.
1939-1942: Costruzione di n.48 palazzine bifamigliari ad uso di abitazione delle maestranze. Costruzione della Mensa Aziendale, Costruzione della infermeria aziendale.
Nota: PROCESSO DI PRODUZIONE CELLULOSA DA PIANTE ANNUALI: GROSS EN BIVAN - PROCESSO al CLORO/SODA. Materie Prime: Paglia di Frumento.
1940: Entrata in guerra dell'Italia nella Seconda Guerra Mondiale.
1943: L'esercito tedesco in ritirata verso il Nord decide di portarsi dietro tutti i macchinari dello stabilimento della Celdit che finiscono in una fabbrica della Cartiera Burgo in Lombardia.
1946: I macchinari vengono recuperati e riportati nello stabilimento CELDIT di Madonna delle Piane.
1947: Dopo faticosa ricostruzione la fabbrica riapre i battenti.
1948-1950: C'è una crisi e i lavoratori vengono licenziati in attesa di trovare i finanziamenti che infine arriveranno con i piani ERP (European Ricostruction Plan). Intanto, viene installata la prima macchina continua per la produzione di carta.
1951: Con i finanziamenti ricevuti lo stabilimento riprende il suo cammino sfruttando il rapporto di produzione cellulosa di paglia di grano con una capacità di 50 ton/giorno e il reparto CARTIERA con la prima macchina continua raggiungendo una produzione di 60 ton al giorno.
1960: Installazione di una seconda macchina da carta per arrivare ad una produzione di 80 ton al giorno.
1966-1967: Viene installata la terza macchina continua collegata alla Patinatrice per la produzione di carta patinata (per rotocalchi-riviste-libri d'arte ecc.ecc.) si ottiene così un aumento assai notevole di produzione.
1973: Viene smantellata la produzione della cellulosa di paglia con riduzione degli organici che dopo aver raggiunto un tetto massimo di 700 dipendenti si riducono a 500 di cui 98 impiegati.
1982: lo stabilimento Celdit viene commissionariato ma viene scongiurato il rischio di essere svenduto ad una società del gruppo Forest del Lussemburgo. La Celdit riesce, ancora una volta, a dimostrare di essere una fabbrica dalle "sette vite".
ANNI '80: Con una produzione di carte fini e finissime e carte patinate la Burgo rifornisce il mercato internazionale esportando in Germania, Inghilterra, Francia, Belgio, Stati Uniti e costituisce una fabbrica pilota e di riferimento dello sviluppo industriale ed economico della città di Chieti e dell'intera Vallata.
2000-2008: Inizia la lenta, ma inesorabile caduta: la proprietà dismette quasi per intero l'area del "Parco Paglia" vendendola a cooperative artigianali. La crisi investe la produzione e porta a programmare l'intervento della "Cassa Integrazione Guadagni" per lunghi periodi (Si parla di 52 settimane in due anni). Negli ultimi anni erano impiegati 300 lavoratori. Negli ultimi tempi è stato portato avanti il progetto "pirolisi di fanghi" di cartiera in grado di abbattere i costi di produzione, ma non riuscì comunque sia a garantire la continuità produttiva dello stabilimento. Negli ultimi anni gli investimenti si interruppero, non ci furono ammodernamenti degli impianti, preambolo della chiusura delle attività.
2009: Chiusura della attività e lancio il 1 Ottobre 2009 del progetto "IN.TE" per la reindustrializzazione e riqualificazione dell'intera area ad opera dell'Ing. Merlino. Il progetto IN.TE. prevede la creazione di centinaia di posti di lavoro con il riassorbimento di 71 lavoratori provenienti dalla ex Burgo nei seguenti settori: ricerca per l'energia rinnovabile e settori medicali; energia; edilizia; meccanica di precisione; informatica e telecomunicazione; ricettività e ristorazione; ingegneria avanzata; logistica; ambiente. Ma, c'è la necessità di fondi europei per far decollare il progetto.
2014: Sono passati cinque anni e nonostante le promesse, gli incontri politici - sindacali, le parole, non è stato fatto pressoché nulla di concreto per la riqualificazione della gloriosa area "CELDIT-BURGO".
30 SETTEMBRE 2014: Accordo fra la Regione Abruzzo, rappresentata dal Vicepresidente Giovanni Lolli e il Comune di Chieti, rappresentato dall'Assessore al Commercio e alle attività produttive, Avv. Antonio Viola, al fine di reperire dei fondi europei specifici per il decollo del progetto "IN.TE".

Ringraziamo il Dott. Manlio Madrigale (Comitato Regionale Sussidiarietà Orizzontale) per averci fornito le informazioni sulla storia della "Burgo - Celdit" di Chieti Scalo

SARA' FINALMENTE LA VOLTA BUONA AFFINCHE' DECOLLI IL PROGETTO "IN.TE" E SI DIA ALL'AREA EX "CELDIT- BURGO"UN FUTURO DEGNO DEL SUO GLORIOSO PASSATO? OPPURE SIAMO SOLO DAVANTI ALLA SOLITA TROVATA ELETTORALISTICA IN VISTA DELLE PROSSIME ELEZIONI COMUNALI?


SARA' LA VOLTA BUONA PER LA PARTENZA DEL PROGETTO "IN.TE."?



Il 1 ottobre 2009 è stato sottoscritto l'Accordo di Programma Quadro "IN.TE" (Innovazione Tecnologica) dagli enti Enti Pubblici interessati ( Regione Abruzzo, Provincia e Comune di Chieti, Consorzio ASI e Patto territoriale Chietino - Ortonese ) oltre che dall'Associazione Industriale di Chieti, dai Rappresentanti Sindacali, dai Rappresentanti dei lavoratori e dalle ditte che con la loro sottoscrizione si sono impegnate a riassumere le maestranze della cartiera "Burgo" di Chieti che proprio cinque anni fa chiuse i battenti. L'accordo "IN.TE" è stato voluto dalla "Burgo Group" S.p.a ed elaborato dalla "Merlino" Progetti con l'obiettivo di reindustrializzare l'area della cartiera di Chieti e ridare quindi un lavoro agli ex dipendenti "Burgo".
A tal proposito, per promuovere e pubblicizzare questo accordo si è tenuto un convegno mercoledì 4 novembre 2009 presso la Sala Conferenze della Camera di Commercio di Chieti in Via Pompilio, a cura della Confconsumatori,AICS Eventi,Centro Studi Spezioli,Comitato Regionale per la Sussidiarietà Orizzontale, rappresentate dal Dott. Manlio Madrigale, ex politico democristiano e figlio di un operaio della Burgo che si è battuto insieme ad altri affinché si concretizzasse il progetto IN.TE. e la fabbrica dei padri non morisse. Durante l'evento sul tema: "Sviluppo e occupazione nella Trasformazione"  i cittadini e le associazioni hanno incontrato l'Ing. Domenico Merlino, ideatore di IN.TE. A seguito di quel incontro le associazioni, i lavoratori e i cittadini guidati dal Madrigale sono state invitate giovedì 12 novembre presso la sede del Consorzio Chietino-Ortonese al Centro Dama di Via Padre Ugolino Frasca, dove il Presidente Francesco Mancini, il Coordinatore Ingegner Domenico Merlino, i sindacalisti Michele Marchioli (Cgil), Giancamillo Marrone (Uil), Leonardo Di Gregorio (Ugl) al termine dell'importante riunione, come ci ricorda oggi lo stesso Madrigale, "si sono impegnati a sostenere il progetto indispensabile ad allontanare l'incubo della sindrome depressiva per le famiglie di Chieti e della Vallata del Pescara che soffrono con angoscia la mancanza di prospettive di lavoro per le giovani generazioni. Fornendo la parte propositiva del'accordo IN.TE., sottoscritto dai componenti del Comitato paritetico, vennero poste le basi per realizzare il progetto di recupero e riqualificazione dell'area dell'ex Cartiera Burgo e la creazione di  nuovi posti di lavoro con un impatto ambientale pressoché nullo rispetto alla Celdit. Tutto però doveva avvenire entro il 31 dicembre 2010 per non perdere gli incentivi europei". Ma ciò, purtroppo, non è avvenuto e per anni il progetto IN.TE. è rimasto di fatto lettera morta. Il Madrigale, ha deciso di intervenire nuovamente sull'argomento a seguito dell'accordo che c'è stato recentemente fra il Comune di Chieti, rappresentato dall'Assessore Antonio Viola, e la Regione Abruzzo, rappresentata dal Vicepresidente Giovanni Lolli per il rilancio del progetto IN.TE. tramite la ricerca proprio di quei fondi europei che sfumarono nel 2009, avendo particolarmente presenti la legge regionale 40/2012 art.14 sui contratti di sviluppo e il regolamento Ue da poco approvato n. 651/2014 i cui art.107 e 108 riguardano le aree in crisi come le Province di Chieti e L'Aquila.A tal proposito, Madrigale ha commentato " finalmente, dopo anni di stallo da parte della vecchia Giunta Regionale "Chiodi", incontri istituzionali, mobilitazioni operaie e trattative politiche-sindacali,c'è stato un atto concreto per la realizzazione del piano di recupero dell'area ex Burgo, sito simbolico e strategico, al tempo stesso, per l'area metropolitana Chieti-Pescara e per l'intero Abruzzo, con la speranza, come da anni auspicato dal Comitato Regionale per la Sussidiarietà Orizzontale, di rivitalizzare la Vallata del Pescara, una valle chiamata negli anni Sessanta, non a caso, Valle della Rinascita. Comunque sia, resteremo vigili sull'operato della politica, affinché si risolva nel più breve tempo possibile la vicenda della ex Celdit con l'attuazione del progetto IN.TE.".



martedì 30 settembre 2014

L'ICONOGRAFIA DELL'ARCANGELO SAN MICHELE AL "BARBELLA" DI CHIETI





COMUNICATO STAMPA


"Le donne dell'angelo" il 2 ottobre alle ore 18.00 presso il Museo Barbella di Chieti invitano la Cittadinanza all'inaugurazione della mostra:L'iconografia dell'Arcangelo San Michele. Nella ricorrenza della festa dell'Arcangelo Michele e degli Angeli Custodi( 29 settembre e 2 ottobre) le pittrici espongono le loro opere realizzate con tecniche disparate,ispirandosi all'icona dell'Arcangelo più potente della Chiesa Cattolica,"Custos Ecclesiae" e "Principe delle Milizie Celesti",seguendo la propria creatività e senso artistico.

Un ringraziamento  sentito va alla dott.ssa Emilia De Matteo e all'Assessorato alle Pari Opportunità e all'Assessorato alla Cultura del Comune di Chieti,che hanno creduto in questo percorso,che fonde spiritualità e arte tutta al femminile. Le donne dell'angelo hanno già esposto queste opere presso la Chiesa di San Giovanni Battista a Boville Ernica(FR)nel mese di agosto.Questa nuova iniziativa culturale, curata dalle prof.sse Liberata Mizzoni e Angela Rossi e dal critico d'arte prof.Massimo Pasqualone in collaborazione con la dott.ssa Mariapaola Lupo,storico d'arte,prevede la conferenza dal tema: Da Ercole a San Michele,passando per la Transumanza a cura della prof.ssa Angela Rossi,la partecipazione del Soprano Mariarita D'Orazio,che con l'accompagnamento del M. Fabio D'Orazio eseguirà le "Musiche degli angeli",tratte da Mozart,Hàndel,Verdi e Franck e la presenza dell'attrice Sara Iannetti,che interpreterà alcune preghiere rivolte all'Arcangelo Michele.
 Espongono le artiste: Barbara Arnone, Concetta Daidone, Dora Fabiano, Francesca Romena Genovesi, Gabriella Cellini, Giuseppina Narducci, Giulia Evangelisti, Liberata Mizzoni, Lucilla Luciani, Luisa Balzano, Paola Spaventa, Roberta Papponetti, Stefania Luciani.
 Verrà in tale occasione presentato un opuscolo che raccoglie le opere delle artiste, arricchito da una preghiera composta dall'Arcivescovo della Diocesi Chieti - Vasto, Bruno Forte. 

Prof.ssa Angela Rossi


domenica 28 settembre 2014

CHIETI - CIVITANOVESE 2-2.OCCASIONE SCIUPATA PER I NEROVERDI


 Un'altra bella domenica regalata ai tifosi del Chieti,il Chieti c'è si vede,non si spaventa e rialza subito la china dopo l'iniziale vantaggio degli ospiti,riuscendo a pareggiare e poi ribaltare a proprio vantaggio il risultato. Solo una disattenzione finale nega la gioia della vittoria ai neroverdi di mister Ronci. La Civitanovese acciuffa infatti il pareggio verso lo scadere e sorride. Il Chieti vede il bicchiere mezzo pieno, ma la prestazione e il gioco fanno ben sperare a patto che non si ripetano più certe ingenuità finali. 

 CRONACA DEL PRIMO TEMPO:

Primi minuti di gioco che non esprimono molto,non appena le squadre prendono un po di fiducia parte lo spettacolo. Al 13' azione della Civitanovese,palla avanti,la prende Amodeo che salta con un dribbling secco l'estremo difensore teatino Schina 1-0 per i marchigiani.Varie occasioni per il raddoppio della Civitanovese,ma nulla,il Chieti sembra essere svanito.
 Le speranze si riaccendono al 2' minuto di recupero (47') con punizione di Vittorio Esposito.Il fantasista mette un pallone al bacio sulla testa di Di Pietro 1-1!
Squadre negli spogliatoi sul pareggio,mentre i tifosi di entrambe le squadre non smettono mai di incitare i propri beniamini.

CRONACA DEL SECONDO TEMPO:

Pronti,via Chieti in vantaggio,zampata vincente di Vincenzo Corvino al 49' in una mischia in cui ha la meglio l'attaccante teatino. La Civitanovese quasi non ci crede e si butta in avanti alla ricerca del pareggio,con Schina (migliore in campo) sugli scudi con quattro parate vincenti.Il giovane portiere campano deve tuttavia capitolare al 92',quando la vittoria era praticamente cosa già fatta,beffato da un tiro all'incrocio dei pali effettuato da Amodeo (doppietta). Risultato sostanzialmente giusto tra due squadre sicure protagoniste del campionato che al termine della gara hanno ricevuto convinti applausi dei propri tifosi.

Note: il portiere della Civitanovese ha giocato l'intero incontro con una casacca priva del numero di riferimento.

Spettatori: 800 circa (un centinaio i marchigiani)
Prossima partita dei neroverdi sempre con una squadra marchigiana,stavolta a Fermo,contro un'altra nobile decaduta:Fermana. 

Articolo a cura del nostro reporter P.L.

PRE PARTITA CHIETI - CIVITANOVESE




Domenica 28 Settembre, è Chieti-Civitanovese. I neroverdi arrivano da una striscia positiva di risultati (0-0 a Termoli,3-0 al Celano,1-0 all'Amiternina).L'undici gestito da Ronci cerca una vittoria per agganciare la capolista Maceratese a 9 punti con il Chieti a 7.
COME ARRIVA LA CIVITANOVESE:
Amaramente.Una settimana fa la sconfitta nel derbyssimo con la Maceratese ha portato amarezza,obiettivo: riscatto. Cercheranno sicuramente i 3 punti.
COME ARRIVA IL CHIETI:
Di lusso.Si trova nella parte alta della classifica ma esprime anche un bel gioco,è un Chieti che convince.
E con Esposito la Lega Pro...Mai dire mai!!!
Per la Gara Chieti – Civitanovese, domenica 28 settembre 2014, ore 15, il tecnico Donato Ronci ha diramato una lista di 21 convocati:
PORTIERI: Ferrara, Placidi, Schina.
DIFENSORI: Cucinotta, Del Grosso, Giammarino, Giron, Mancino (juniores), Memmo, Sbardella.
CENTROCAMPISTI: Di Pietro, Lanaro (juniores), Navarro, Perfetti, Prinari, Vitale.
ATTACCANTI: Corvino, Esposito, Orlando, Vano, Zuccarini.
Indisponibili: Arcamone, Carlini, Di Lallo, Di Pentima, Maschio e Rapino (infortunati), Margagliotti (squalificato).
Articolo Scritto da Pablito Sanchez

sabato 27 settembre 2014

UNA ROTATORIA IN VIA MASCI ALL'INCROCIO TRA IL BINGO E L'ORTOFRUTTA



A Chieti uno degli incroci più pericolosi della città è sicuramente quello nella trafficatissima Via Maschi tra l'ingresso del bingo e l'ortofrutta da cui si accede anche al centro residenziale "Levante". Una strada dove tutti i giorni gli automobilisti corrono dei pericoli, sopratutto quando escono ed entrano dal popoloso rione cittadino del "Levante". Proprio per questo nei mesi scorsi abbiamo chiesto ed ottenuto, facendoci portavoce delle esigenze dei cittadini un miglioramento della viabilità davanti alla bancarella della frutta per permettere il libero accesso dei veicoli, evitando che le macchine parcheggiate davanti all'ortofrutta ostruiscano la carreggiata. 
Quanto chiesto ed ottenuto è stato sicuramente un grande passo in avanti e ringraziamo i gestori dell'attività commerciale che hanno contribuito in maniera determinante a regolamentare al meglio la viabilità, ma per risolvere definitivamente il problema, secondo molti cittadini, potrebbe essere una idea quella di creare un rondò proprio nei pressi del pericoloso e trafficato incrocio. 
Via Masci, tra l'altro, non è nuova a simili soluzioni, già nei pressi del Centro Commerciale "Centauro" c'è un rondò che permette di regolamentare l'accesso. Dunque, non sarebbe sicuramente una cattiva idea quella di mettere una rotatoria anche all'intersezione tra il bingo e l'ortofrutta, considerando che quelle sono anche le vie di accesso ad un supermercato discount (il Todis) e a un grande magazzino (Maxi Casa), oltre che naturalmente al Centro Residenziale "Levante".
Pertanto,prossimamente, dopo aver fatto un sondaggio fra la cittadinanza e sentito eventualmente l'Ufficio Traffico e Viabilità, e l'Ufficio Tecnico del Comune di Chieti decideremo se proporre, tramite il nostro blog, una petizione se mettere o meno la rotatoria.